Botswana CARRéBLU - La natura in primo piano - La flora e la fauna del paese
Kalahari
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FLORA

La savana ricopre monotona la maggior parte del Paese.
Nel Delta dell’Okavango la vegetazione è rigogliosissima, quasi opprimente, con un’infinità di paludi dove proliferano ninfee, papiri, graminacee; vi sono molte isole coperte da palme mokolani, acacie e kigelia (i curiosi alberi “del salame”, dai frutti inconfondibili), nelle quali trova riparo la sorprendente numerosa fauna locale. Qui hanno il loro habitat più di 300 specie di piante, tra le quali, oltre quelle citate, grandi quantità di leadwood. L’ebano produce, a luglio ed agosto, frutti prelibati che maturano cadendo a terra, mentre le palme mokolani producono frutti di cui sono ghiotti gli elefanti, che le scuotono violentemente per assicurarsi le parti più mature. Dalle palme mokolani (Hypaene petersiana) si ricava il cosiddetto avorio vegetale: il grosso seme biancastro viene intagliato da provetti artigiani che ne ricavano splendidi monili e soprammobili. Con le fronde vengono invece confezionati i caratteristici cesti intrecciati. Alcuni canali del Delta sono più profondi e rapidi, altri più lenti e meno profondi, e si allargano in vaste aree chiamate madiba, prive di vegetazione. Indimenticabili sono le distese di ninfee delle madiba: le piante presentano infiorescenze bianche con le foglie tinte di porpora sulle punte: si usa arrostire le radici e mangiarne i fiori.
La riserva Moremi ha una specie di doppio habitat, dovuto alla presenza di vaste zone asciutte alternate ad ampie zone allagate. Le due aree non paludose più importanti sono la Chief’s Island, situata nella parte più interna del Delta, e la Moremi Tongue, o Moremi Peninsula, che occupa la parte nord-orientale della riserva. I paesaggi qui variano dalle foreste di mopane alle boscaglie spinose della savana arida, dai boschi alle praterie ed alle paludi; dalle pianure alluvionali ai canali permanenti, alle lagune ed alle isole minori.
Ciò che immediatamente colpisce il visitatore della zona del Parco Chobe sono i terribili danni che vengono inferti sistematicamente alla vegetazione dall’enorme quantità di elefanti: questa è la zona più fittamente popolata dalla fauna, ma in generale, si tende ad identificare la fauna con gli elefanti. Alberi rovesciati, sradicati, distrutti e calpestati sono la costante che accoglie il visitatore. Malgrado i danni, la vegetazione tendenzialmente sarebbe quella delle foreste di mopane alternata a savana, moltissime le aree verdi sulle rive del fiume con vegetazione tipica delle zone allagate.
La regione di Savute fa parte della Madabe Depression, che occupa quasi tutto il Chobe meridionale. Come il Makgadikgadi Pans e Nxai Pans, è un resto fossile del grande lago che in passato copriva il Botswana settentrionale. Le pianure sono sterminate ed è ancora visibile quella che si suppone fosse la spiaggia della costa occidentale del lago: è il crinale di Magwikhwe Sand Ridge, alto solo 20 metri e lungo oltre 100 km. La vegetazione è arbustiva da savana.
La Makgadikgadi Pans Game Reserve insieme alla Sua Pan ed alla Ntwetwe Pan sono vastissime pozze naturali asciutte per gran parte dell’anno e coperte da un duro ed abbagliante strato di sale, resti del lago che ricopriva questa parte del Botswana. Costituiscono un paesaggio assolutamente particolare, bianchissimo, accecante, che si trasforma in azzurro durante la breve ed effimera stagione delle piogge. Oltre alle saline il territorio è coperto da savane e praterie, ma non essendo cintato gli animali vi si muovono in libertà. Grandi acacie ad ombrello punteggiano il paesaggio delle Nxai Pans.
Sulle rive del Kudiakam Pan sorge un imponente gruppo di baobab denominato “the sleeping sisters” noto per essere stato dipinto da Baines, da cui derivò il nome di Baines’ Baobab. Dai dipinti, della metà dell’Ottocento, ad oggi, la differenza è quella dello spostamento di un ramo. Il panorama di questi alberi è suggestivo quando le saline sono sommerse d’acqua.
La Central Kalahari Game Reserve offre un paesaggio caratterizzato da vaste pianure aperte, pozze naturali e antichi letti di fiumi. Il Deception Pan si riempie di verde solo dopo le piogge. Nella zona Nord si trovano boschi di Commiphora pyracanthoides, soprannominata “ghost tree” in inglese per il suo inquietante aspetto di albero fantasma.
Il Gemsbock National Park è attraversato dai fiumi Nossob ed Aub, asciutti durante quasi tutto l’anno. L’aspetto del territorio è quello di un terreno arido e compatto dal colore rossiccio tipico del Kalahari, con una vegetazione arbustiva che richiama quella della savana.

FAUNA

Il Botswana è ancora un’Africa selvaggia e per la maggior parte incontaminata; il turismo e gli interventi dell’uomo hanno inciso ben poco sull’ambiente naturale permettendo alla fauna uno sviluppo straordinario, specialmente nelle zone di tutela ambientale. Sono presenti in gran numero quasi tutti gli animali di media e grande taglia dell’Africa Australe: tra i carnivori la genetta, la iena, il ghepardo, l’otocione, oltre a leoni, leopardi, gattopardi africani, licaoni, sciacalli, manguste, coccodrilli del Nilo; tra gli erbivori numerose varietà di antilopi, bufali, enormi comunità di elefanti, facoceri, gazzelle, gnu, ippopotami, kudu, rinoceronti neri e bianchi, zebre, babbuini, cercopitechi; tra gli animali di piccola taglia si trovano lontre, pangolini e 76 varietà di serpenti, alcuni dei quali, come i mamba, molto velenosi. Il birdwatching è una delle numerose attrattive dei parchi: sono numerosi infatti gli uccelli esotici dai piumaggi variopinti come diversi tipi di aironi, aquile, buceri, gru, ghiandaie; oltre a quelli di grossa taglia come fenicotteri, avvoltoi, struzzi, marabù ed otarde.

Nel Delta vivono 165 specie di mammiferi, 550 di uccelli, 157 di rettili, 38 di anfibi. In particolare vi sono oltre 60.000 elefanti, circa 30.000 ippopotami, giraffe, leoni, sitatunga (Tragelaphus spekei, timida antilope d‘acqua con gli zoccoli palmati che le consentono di camminare fra l’intreccio di erbe palustri); red leechwe (antilopi con una grande groppa presenti negli ambienti umidi); leopardi, ghepardi, scimmie. Incontrastati signori di queste terre sono i coccodrilli del Nilo, che si scorgono a riposare sulle sponde delle isole o completamente immersi nell’acqua, con solo occhi e narici fuori. Il numero degli ippopotami è impressionante: ve ne sono dovunque, in acqua durante il giorno ed a passeggiare sulle rive la sera. Vi sono anche molti varani del Nilo, mentre ininterrotto è il gracidare delle rane: dalle più piccole ranette grandi quanto insetti alle rane dal canto argentino, dette bellfrogs, per terminare con le rane-toro. Tra gli uccelli i più famosi sono: jacane, upupe, ibis, cicogne, pappagalli, buceri, martin pescatori ed aironi.
Gli animali di grossa taglia sono presenti nei pressi della Moremi Reserve (iene, leoni, zebre, impala, bufali, kudu, leopardi ed elefanti); l’unico felino che si vede anche nelle aree più remote del Delta è il leopardo. Nella riserva Moremi si incontrano, oltre a tutti gli animali di grossa taglia, la fauna tipica delle paludi africane tra cui meravigliosi gli aironi.
Nel parco Chobe le maggiori concentrazioni di animali si incontrano percorrendo il lussureggiante lungofiume, popolato soprattutto da elefanti. Una notevole varietà di fauna si trova anche nell’area delle Savute Marshes (che fa parte della vasta Madabe depression), dove, durante le rare piogge, si raduna anche una pittoresca quantità di uccelli. La parte centrale del parco è costituita dalla zona di Ngwezumba, poco frequentata, dove le poche attrattive sono saline ed alberi di mopane. La punta Ovest del Parco racchiude una piccola parte della più vasta area delle Linyanti Marshes, dove le acque sono abbondanti e la fauna si avvicina a quella delle zone allagate del Delta. La caratteristica del Parco è l’importantissima popolazione di elefanti, che raggiungono oggi circa i 100.000 esemplari, riuniti in branchi che possono raggiungere i 500 soggetti. E’ probabilmente la più grande comunità di elefanti al mondo. Il gruppo originario era costituito da poche centinaia di capi, ma il numero si è incrementato perché la tutela del Parco ha evitato la decimazione da parte dei cacciatori. Questi pachidermi si differenziano dagli altri elefanti africani per le dimensioni più grandi del corpo; migrano secondo la disponibilità d’acqua e percorrono a volte anche 200 km. Lungo il Chobe tuttavia vi sono anche leoni, leopardi, ghepardi, ippopotami, bufali, giraffe, gazzelle e zebre. Qui inoltre sono riunite praticamente tutte le specie endemiche di antilopi. Nel Parco vivono anche licaoni, lontre, coccodrilli, facoceri e iene brune e macchiate. Gli uccelli presenti in maggior numero sono otarde, avvoltoi, marabù, ghiandaie marine ed aquile pescatrici.
Nella regione di Savute l’abbondanza di fauna è impressionante: numerosissimi gli elefanti, poi leoni, licaoni, e iene che si lanciano a caccia di grandi branchi di impala, bufali e zebre. A Savute le paludi sono spesso aride, mentre le Linyanti Marshes, dove abbonda l’acqua, sono un paradiso degli animali come il Delta. Solo sette chilometri delle Linyanti Marshes appartengono al parco Chobe, le altre fanno parte di concessioni private e sono un vero paradiso della natura.
In Makgadikgadi Pans vi è abbondanza di zebre e gnu, oltre a varie specie di antilopi particolarmente visibili nel periodo delle grandi migrazioni (tra maggio e giugno), oltre a leoni e iene. Nelle Nxai Pans si vedono leoni, antilopi, zebre, gnu, licaoni, iene e giraffe.
Particolare nel Gemsbock National Park, accessibile solo dal Kalahari Gemsbock National Park sudafricano, è la presenza appunto dei gemsbock, antilopi-camoscio (oryx gazella), che sono splendidi animali dal manto bruno con un’ampia striscia nera e bianca sulla pancia e sulle zampe. Si caratterizzano per le lunghe e dritte corna che viste di fianco danno l’impressione di essere una sola e per questo nel passato venivano identificate con i mitici unicorni. Sono animali abituati alla vita del deserto come i cammelli; bevono grandi quantità di acqua quando la trovano, ma riescono a regolare la propria temperatura corporea ed a trarre l’acqua anche dal cibo. Si raggruppano in genere in branchi da 15 individui, con una gerarchia molto rigida.



 

 

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