
LA CULTURA DEL MADAGASCAR
Essa ha assorbito influssi diversi a seconda delle varie tradizioni, bagaglio culturale del suo popolo. Per esempio molte tradizioni funerarie prendono origine da antiche usanze di popoli austronesiani, l'importanza data al bestiame cioè lo zebù ed allo status che il possesso di quest’animale dà si pensa che prenda origina dall'Africa, mentre il "vintana" cioè il destino si pensa che derivi dalla tradizione astrologica islamica. Le tradizioni vengono molto più rispettate fuori dai centri urbani. L'aspetto più importante della tradizione malgascia è il "razana", cioè il rispetto per gli antenati, che rivestono un aspetto molto importante della religione. La religione tradizionale è molto vicina a quella cristiana e probabilmente questo motivo è stato il fattore principale dell'alta percentuale di conversioni con l'arrivo di una fervente attività missionaria dal 18^ secolo in avanti. La tradizione afferma che esiste un solo Dio padre di tutto l'universo, gli esseri umani per pregarlo e chiedere la sua intercessione devono passare tramite gli antenati morti e quindi passati nella dimensione superiore a quella umana e più vicini a Dio. Ecco che per i missionari non fu difficile convertire al cristianesimo queste tribù. Oggi molti cristiani malgasci continuano a rispettare gli antenati mischiando gli antichi riti al credo cristiano. Gli antichi riti ruotano intorno alla figura degli antenati, quali mezzo tramite il quale pregare Dio quindi se gli antenati devono intercedere per il bene degli uomini con Dio, devono essere sereni e ben disposti perciò gli uomini devono a loro volta trattare bene gli antenati, rispettando e prendendosi cura delle loro tombe e dei loro poveri resti. Da qui nasce l'importanza di riti quali i Famadihana (voltare le ossa) o semplicemente "seconda sepoltura". Questa usanza de Merina è stata adottata anche da altre tribù, con tempistiche differenti. Quando un caro muore è pulito, lavato ed avvolto in teli di seta naturale poi il suo corpo trova riposo nella tomba che non sempre è quella definitiva perché data la complessità quest'ultime richiede tempi di costruzioni piuttosto lunghi. Il rito funebre viene solitamente culminato con un banchetto dove vengono sacrificati degli zebù, in qualche tribù possono venire uccisi tutti gli zebù proprietà del defunto, le loro corna saranno poi utilizzate quale corredo finale alla tomba. Al termine della celebrazione presso qualche tribù del sud viene dato fuoco alla capanna ove in vita dimorava il defunto ed i suoi famigliari verranno accolti da parenti in attesa che si costruiscano una nuova capanna. Certo questi riti variano a seconda del clan ed a seconda dell'età, sesso, casta del defunto. In occasione dello spostamento nella tomba definitiva oppure periodicamente la cerimonia del famadihana, anche se un'occasione triste non è mai considerata un lutto: la cerimonia può durare diversi giorni ed il costo per cibo e bevande per gli ospiti è certamente elevato, gruppi di musicisti, guaritori tradizionali ed il sacrificio di numerosi zebù. Il rito inizia con l'esumazione del corpo che viene portato a casa lavato e riavvolto in teli nuovi. I membri della famiglia si recano a visitarlo ed essendo l'ospite d'onore si intrattengono con lui a parlare ed a raccontargli una serie di fatti accaduti dalla sua dipartita oppure ricordargli fatti passati di vita comune, cantano e ballano talvolta anche con il defunto. Al termine del rito il defunto fa ritorno nella tomba accompagnato da doni. Questo rito si svolge generalmente nei mesi invernali. Le diverse tribù, seppur rispettando tutte in egual modo i propri antenati considerati il tramite per far raggiungere le proprie preghiere al Dio, hanno diverse usanze: chi come i Merina dopo un primo periodo di 5/7 anni ove il defunto viene lasciato riposare, lasciando che la natura faccia il suo corso, periodicamente, alle volte anche ogni 2 anni, svolgono il famadihana a seconda delle possibilità economiche poiché i costi sono piuttosto elevati, oppure chi questo rito lo compie una volta sola in occasione del funerale definitivo come per esempio i Bara un primo rito funebre con inumazione provvisoria attendendo il naturale decorso, successivamente le ossa verranno portate sulle alte rocce del massiccio dell'Isalo (montagna sacra) dove riposeranno per sempre. Di tutte queste tradizioni e diverse usanze nel culto dei morti a noi occidentali certamente colpisce l'incredibile sforzo economico che queste popolazioni compiono nel rispetto della morte anche a scapito delle condizioni di vita.
MEDICINA TRADIZIONALE
Nei centri urbani viene praticata la medicina occidentale, ma in tutto il Madagascar la "fanafody" ossia medicina tradizionale svolge un ruolo importante.
I guaritori detti "ombiasy" hanno uno status sociale molto importante, non si limita a curare con le erbe, ma associa riti allo scopo di assicurarsi la benevole intercessione degli antenati. Essi scacciano anche gli spiriti "tromba" ed in qualche zona predicono il futuro, in questo caso si chiamano "mpanandro", conoscono il "vintana" cioè il destino, e possono predire la sfortuna o le malattie.
MASONJOANY
In molte zone del Madagascar Occidentale e settentrionale capita di incontrare donne con il volto ricoperto da una pasta chiara; si tratta di una maschera purificante utilizzata anche per proteggersi dal sole. L'impasto si rivaba da un albero da cui prende il nome e le cui fibre sminuzzate con la pietra vengono mischiate con l'acqua.



