

LA COSTA DELLA NAMIBIA
La costa della Namibia affacciata sull’Oceano Atlantico si estende dal confine con l’Angola a nord fino ad Oranjemund ed Alexander Bay a sud, al confine col Sudafrica. Sono più di 1400 chilometri affascinanti per la vastità del paesaggio, la mutevolezza dell’ambiente e la sua particolarità.
La regione è totalmente desertica, con le dune di sabbia che si frangono lungo le spiagge senza confini, e presenta tre zone distinte da nord a sud:
la Skeleton Coast, che arriva quasi fino a Swakopmund;
il Namib Desert, al centro, che arriva quasi fino a Luederitz;
la Diamond Area n° 1, arida e spopolata, dove si elevano le montagne Klinghards e in cui il turista non può entrare, in quanto vi sono ricchissimi giacimenti di diamanti.
SKELETON COAST
La Skeleton Coast, è, per l'esattezza, il tratto di costa compreso tra le foci del Kunene e dell'Ugab sull'Atlantico, ma il nome viene spesso usato per indicare l'intera costa deserta, dal nord ancora in territorio angolano fino a Lüderitz. Contiguo alla parte settentrionale del Parco della Skeleton Coast è il Kaokoland, un'aspra regione abitata dalla tribù degli Himba. Il Damaraland è situato ai confini meridionali del parco, ed è abitato dalla tribù dei Damara, i quali hanno adottato ampiamente i costumi e i modi di vivere occidentali. Sia il Damaraland che il Kaokoland sono celebri per la diversità dei loro paesaggi e per le loro interessanti fauna e flora.
La zona della Skeleton Coast, la “Costa degli scheletri” è una delle zone più pescose al mondo: tonni, cernie, salmoni di mare abboccano anche agli ami delle canne. Spettrali, tra i cumuli di sabbia, spuntano relitti di navi che nel corso dei secoli hanno fatto naufragio vinte dalle fortissime tempeste dell’Oceano. Questi relitti, insieme a carcasse di cetacei ed altri animali, giustificano la fama macabra della zona. La causa principale della reputazione della Skeleton Coast come cimitero marino è la forte corrente del Benguela, con le sue mortali correnti trasversali, i forti flutti e le dense nebbie marine. Queste nebbie avvolgenti si sviluppano in tempi brevissimi, riducendo la visibilità praticamente a zero. Si associano con forti burrasche che creano onde gigantesche, con minacciosi banchi di rocce costiere, con inaspettate secche e banchi di sabbia che si stendono nel mare a rendere la costa un vero incubo per i navigatori.
La parte meridionale della Skeleton Coast si chiama oggi National West Coast Recreation Area ed è una striscia di terra larga 25 chilometri e lunga 200 chilometri che si estende da Swakopmund al fiume Ugab. E’ possibile vistarla senza particolari permessi ed è molto frequentata dai pescatori.
L’Omaruru, fiume dal corso abbastanza costante, sfocia nell’Oceano nei pressi di Hentries Bay, 80 km a nord di Swakopmund. La cittadina deve il nome a Hentie van der Merwe, che giunse preso una sorgente d’acqua dolce che vi si trova nel 1929. La località oggi consiste sostanzialmente in un villaggio di case vacanza, dove si trovano i servizi indispensabili.
La Cape Cross Seal Reserve , che si trova sulla scogliera nei pressi della lunga spiaggia che attornia Cape Cross, ospita una colonia di foche del tipo Arctocephalus pusillus, che in realtà appartengono alla famiglia delle otarie in quanto hanno l’orecchio esterno. Questi begli animali si chiamano qua Cape fur Seals, cioè “foche del capo dalla pelliccia”. Sotto il duro pelo superficiale infatti questi animali hanno uno spesso strato di corta pelliccia che è impermeabile e trattiene l’aria garantendo l’isolamento termico del corpo. In questo modo gli animali mantengono una temperatura corporea di 37° C e riescono ad affrontare senza problemi le fredda acque della corrente di Benguela dove si trovano enormi quantità di pesci e nutrimento.
La strada è percorribile con auto normali su una crosta spessa di sale.
Poco distante dalla colonia si trova il padrao che Diego Cao fece erigere nel punto in cui approdò, nel 1486, per onorare Giovanni II re del Portogallo.
A Ugabmund, che si trova a 110 chilometri a Nord di Cape Cross lungo la carrozzabile salina, si trova il cancello di ingresso allo Skeleton Coast Park.
La creazione dello Skeleton Coast Park risale al 1963 quando, per ragioni politiche, la stretta linea costiera, con un ampiezza di 30-40 chilometri e dalla lunghezza di 500 chilometri – tra i fiumi Ugab e Kunene, venne delimitata con lo scopo di formare una futura riserva naturale. Formalmente proclamato nel 1971, il parco e’ stato da allora gestito dal Directorate of Nature Conservation come riserva naturale, sulla quale lo sviluppo è mantenuto a livelli minimi ed il pubblico ha accesso limitato. Situata nel lontano nord-ovest della Namibia, questa parte del Deserto del Namib e’ una delle zone più intriganti e incontaminate dell’Africa. Essenzialmente, le sue attrattive sono il colore, la sinuosità e i profili del paesaggio, la varietà della flora e fauna – adattatasi all’ambiente desertico – e la varietà delle caratteristiche geologiche. A nord dell’Ugab si possono infatti vedere elefanti marini, rinoceronti, giraffe, leoni, tutti adattatisi all’inospitale ambiente desertico. Arrivando da Khorixas allo Springbock Wasser Gate lungo la C39 il visitatore può seguire due diversi itinerari: in direzione nord si raggiunge Torra Bay (a 10 km) il cui campeggio e ristorante sono aperti solo in dicembre e gennaio; qui ci sono delle incredibili dune barcane. Dopo 49 km verso nord si trova Terrace Bay, dove si trovano bungalows e i servizi essenziali. Proseguendo verso nord, l’ultimo centro che si trova è Moewe Bay, dove termina la pista.
La parte più settentrionale del Parco, tra i fiumi Hoanib e Kunene, costituisce i due terzi dello Skeleton Coast Park e prende il nome di Skeleton Coast Wilderness: può essere visitata solo con safari in piccoli aeromobili durante i quali gli ospiti soggiornano in rustici campi con servizi di base e durante i quali vengono organizzate escursioni in 4x4 in compagnia di esperte guide.
Questa è la quintessenza della Skeleton Coast: su distese di spiagge avvolte nella nebbia compaiono all’improvviso relitti spettrali, i delfini compiono balzi incredibili nell’Oceano e si sentono richiami degli uccelli marini.
SWAKOPMUND
Swakopmund è situata lungo la costa Ovest della Namibia, è un luogo di singolare bellezza, dall’atmosfera un po’ africana ed un po’ europea, che ricorda vagamente un villaggio bavarese, tra il mare e il deserto. Le insegne sono scritte in tedesco spesso con caratteri gotici, le case hanno il tetto appuntito e scuro, la costruzioni sono in caratteristico Jugendstil (stile Liberty germanico) ed in stile Neobarocco. La città fu fondata nel 1893 dal Capitano Kurt Von Francois che vi approdò con 120 soldati della Schutztruppe per costruire un porto in grado di contrastare quello di Walvis Bay controllato dagli Inglesi. La maggior parte delle case è in legno colorato, con piccoli giardini di ibischi e palme nane. La cittadina ricorda certe zone della California, con le strade in discesa come a San Francisco e le case lungo il mare come a Sausalito. Le maggiori fonti di reddito della popolazione locale sono il turismo, la pesca ed una vicina miniera di uranio.
Questa piccola ed intima città è situata sulle rive dell’oceano Atlantico, ed è la meta più frequentata dai Namibiani durante le ferie. Facilmente riconoscibile, all’entrata della città, abbandonata dal 1896, una delle prime locomotive costruite in Germania. Fu importata più di un secolo fa e non fu in pratica mai utilizzata, a causa dell’eccessiva quantità d’acqua che le serviva per operare. Una volta deserta, ospita oggi vari spazi verdi, come parchi e viali accompagnati da grosse palme lungo i marciapiedi. Offre inoltre un’ottima e vasta scelta d’alberghi e ristoranti, che possono rendere il vostro soggiorno veramente interessante.
Da vedere: Woermann House (sede della colonia tedesca) fondata nel 1905, e ancora oggi ben mantenuta e ospita la biblioteca pubblica e una galleria di arti locali. Se siete amanti di magnifici panorami il “Woermann Tower” offre una veduta del deserto e dell’oceano unica nel suo genere. Uno dei punti di riferimento della città è il faro, costruito nel 1903, oggi restaurato e trasformato in ristorante. Il Kaiserliches Bezirksgericht (inizialmente corte di magistratura), è oggi la sede delle vacanze estive del Presidente della Namibia. Quella che inizialmente era la stazione dei treni è oggi uno degli alberghi più lussuosi, lo Swakopmund Hotel con il centro di intrattenimento completo di Casinò, cinema, bar e ristorante, è veramente un posto da visitare. Spesso confuso dai turisti per un albergo, è la prigione di Swakopmund, questo è spiegabile dal fatto che le decorazioni esterne sono in stile” Bavaria”.
La vera attrazione del luogo, è il fatto che si possano visitare sia il mare che il deserto, in un'atmosfera continentale creata dagli edifici d'inizio secolo. Il Parco nazionale Turistico della Costa Ovest copre una fascia costiera di 200 km di lunghezza e 25 km di larghezza e si estende da Swakopmund al fiume Ugab.
Due sono le gite che vale la pena fare in partenza da Swakopmund se non si sono ancora viste arrivando da Windhoek o dal Damaraland:
la Welwitschia Drive, che si dirama dal percorso del Bosua Pass ad Est di Swakopmund. Il percorso si trova all’interno del Namib Naukluft Park, ma per ragioni di logica geografica lo descriviamo in questa sezione. Non lontano si trova anche il famoso Moon Landscape, dal quale si hanno splendide vedute sulle colline erose: la valle del fiume Swakop forma infatti uno spettacolare paesaggio lunare. E’ stata creata dall’effetto del fiume sui depositi superficiali più soffici. Questi materiali sono stati depositati circa 460 milioni di anni fa, quando il clima della zona era più umido.
I campi di licheni che si trovano nei pressi della cittadina sia all’imbocco della Welwitschia Drive che tra Swakopmund e Terrace Bay.
Campi di Licheni
Né piante né animali, i licheni sono formati da due componenti- un’alga e un fungo – e forse costituiscono un perfetto esempio di simbiosi tra due esseri viventi: il fungo assorbe l’umidità dell’aria, mentre l’alga contiene la clorofilla che produce lo zucchero e l’amido necessari a fornire l’energia. Di giorno i campi di licheni assomigliano a macchie di cespugli morti e avvizziti, ma nelle notti di nebbia fitta queste monotone distese nere e grigie rinascono e, come per magia, si rivestono di colori azzurri verdi e arancione. Tale trasformazione avviene perché i funghi, che forniscono la struttura “rigida” del lichene e le radici che affondano nel suolo, assorbono le gocce d’acqua e le sostanze nutrienti dal terreno. Alle prime luci dell’alba, prima che il sole disperda la nebbia e faccia evaporare l’umidità, l’alga “entra in funzione” e, usando le gocce d’acqua, la luce e il biossido di carbonio sintetizza i carboidrati necessari per sé e per il fungo. Un esperimento interessante che si può fare è provare a versare un po’ d’acqua sul terreno ed ammirare l’affascinante cambiamento a cui si assiste. Sia le alghe che i funghi sono crittogame, ossia non producono fiori e semi, e pertanto non sono in grado di riprodursi come fanno le piante.
Esiste una grande varietà di licheni.
I più comuni sono i licheni di tipo crostoso, che formano sulle rocce motivi ad anello color arancio, nero, marrone, o verde chiaro.
Vi sono inoltre i licheni frondosi, che spesso hanno l’aspetto di piccole piante e che nelle pianure ghiaiose del Namib sono numerosi come in nessun altro posto al mondo. Nel Namib le distese di licheni sono composte prevalentemente da Parmelia Hypomelaena di color grigio e da Xanthomaculina convoluta di colore nero, ma c’è anche una varietà arancione più rara, il Teleschistes capensis, che forma cespugli più grandi, che possono raggiungere i 10 cm.
I licheni hanno una crescita molto lenta e sono incredibilmente fragili al punto che il minimo fattore di disturbo li può distruggere. Quando ciò avviene possono essere necessari anche 50 o 60 anni prima che ci sia un miglioramento visibile. E’ quindi estremamente importante per l’ecologia dell’area non uscire fuori pista.
Piana delle Welwitschia Mirabilis
Il Deserto della Namibia è una regione unica, di una bellezza sorprendente. L’escursione alla piana delle Welwitschia Mirabilis offre l’opportunità di scoprire molti dei segreti di questa affascinante pianura desertica. La visita ha una durata di circa 4 ore, considerando varie soste prolungate ad ognuno dei punti numerati durante il percorso.
Lungo la strada predominano due tipi di arbusti resistenti alla siccità: il cosiddetto “Dollar Bush”, cosi chiamato a causa delle sue foglie arrotondate, simili ad una moneta, e il “ Luck Bush” con la struttura e le foglie sottili.
Ma la più eccezionale pianta che si incontra qui è la Weltwitschia mirabilis, una conifera nana che cresce dall’Angola meridionale fino al fiume Kuiseb, ma si trova soprattutto nel Deserto del Namib. Chiamata tweeblaarkanniedood, che significa “le due foglie non possono morire” appartiene alla famiglia delle gimnosperme ma si comporta come un’angiosperma. E’ una delle meraviglie della natura: è una delle piante più antiche della terra, che si alimenta con l’umidità del mattino e con i liquidi del sottosuolo. Possiede solo due foglie che si trovano ai lati opposti del breve gambo e strisciano sul terreno avvolgendosi su sé stesse e continuano a crescere per tutta la vita della pianta; con il passare del tempo le foglie si spaccano e si separano. Lungo il percorso sono segnalate piante maschio e femmina, per semplificarne l’identificazione Le piante maschili producono coni color salmone che contengono il polline. Alcune di queste piante hanno più di duemila anni. Vi è un esemplare di Welwitschia del quale è stata calcolata un’età superiore ai 1500 anni. Questo e’ il motivo per cui queste piante vengono chiamate “fossili viventi”!
WALVIS BAY
Andando in direzione Sud un ponte supera lo Swakop River e la strada B2 termina a Walvis Bay, dove Bartolomeu Diaz approdò l’8 dicembre 1487 chiamando il golfo Baia di Santa Maria della Concezione. Verso la fine del 1700 arrivarono i cacciatori di balene nord americani e chiamarono il golfo Whale Bay. Furono gli Inglesi che svilupparono il porto, che ancora oggi è il più importante della Namibia. Il Sudafrica ottenne il controllo della cittadina dal 1910 fino al 1994 perché aveva un usufrutto sulle saline della zona. Immediatamente ad est della città si trova il Bird Paradise, dove si possono osservare migliaia di uccelli con un breve itinerario. Ad ovest della foce del Kuiseb, nei pressi della cittadina, si trova la laguna di Walvis Bay, che è considerata l'area sommersa più importante della regione sudafricana per gli uccelli costieri. Un censimento del 1998 ha confermato che la zona ospitava fra 70.000 e 120.000 volatili e che rappresentava terreno di nutrimento per circa 200.000 uccelli migratori in volo da e per l'Antartico. Trampolieri fra cui il Piccolo e Grande Fenicottero Rosa e i rari pellicani bianchi possono essere avvistati nella laguna.
LUEDERITZ
Alta sulla baia, riparata al fondo di una baia sicura, protetta da formazioni di granito, Luederitz, nel sud della costa, è una cittadina meno mondana di Swakopmund , ma vi si trovano alcune belle dimore dell’inizio del ‘900, in legno e muratura, dai colori brillanti, realizzate con uno stile eclettico che è un misto di stile imperiale tedesco, liberty e art déco. Bartolomeu Diaz vi giunse a Natale del 1487 e chiamò l’insenatura Angra da Voltas, cioè la Baia delle Giravolte, in quanto per entrarvi era necessario virare di bordo più volte e zigzagare tra le piccole isole abitate da foche e pinguini. Di rientro dal Capo di Buona Speranza, nel luglio dell’anno successivo, il navigatore pose una croce in pietra a Diaz point, sul capo che segna l’imbocco della baia. Nell’ottocento baleniere e raccoglitori di guano furono attivi nella zona: il mercante di Brema Adolf Luederitz riuscì ad acquistare dal capo nama Joseph Fredericks le terre antistanti la baia con un pagamento di 500 sterline e 60 fucili. Capolinea della ferrovia che portava a Keetmanshoop la cittadina rimase di fatto un piccolo borgo fino a quando non furono scoperti dei ricchi giacimenti di diamanti, che ne determinarono il decollo economico. Nel 1908 un operaio mezzo sangue che lavorava alla manutenzione della ferrovia, trovò una pietra luccicante nei pressi di Grasplatz e la portò al suo datore di lavoro, un tale di nome Stauch. Assodato che si trattava di un diamante, questi fondò la Deutsche Diamanten Gesellschaft, per iniziare lo sfruttamento del giacimento. Orde di persone si precipitarono a Luederitz nella speranza di arricchirsi, per cui incominciarono presto a prosperare i servizi necessari a soddisfare le esigenze di una popolazione che cresceva in maniera esponenziale. Quando ormai la situazione era diventata ingestibile, il Governo tedesco proclamò la Sperrgebiet, cioè una zona proibita che andava del 26° parallelo alla foce del fiume Orange ed occupava un territorio di 100 km nell’interno. Luederitz fu occupata durante la Prima Guerra Mondiale dal Sudafrica, dopo la guerra tutte le miniere passarono alla sudafricana Consolidated Diamond Mines, sussidiaria della sudafricana De Beers, che ne conserva tuttora i diritti.
La sede delle miniere venne trasferita da Luederitz a Kolmanskop e successivamente ad Oranjemund, dove si trovarono altri giacimenti molto ricchi.
Da vedere: la Felsenkirkhe, chiesa luterana evangelica posta sulla Diamone Hill; il Luederitz Museum, che racconta la storia della città; la Goerke Haus, progettata dall’architetto Otto Ertl per il tenente Hans Goerke e successivamente acquistata dalla Diamond Mines che la cedette al governo nel 1944; la vecchia Stazione ferroviaria e l’ufficio postale.
A 15 km da Luederitz si trova Kolmanskop, chiamata oggi ‘città fantasma’. Un tempo era una ricca cittadina costruita per i lavoratori della vicina miniera di diamanti. Abbandonata nel 1956 conserva un certo fascino, con il suo piccolo centro semisommerso dal deserto.



