
PRETORIA
Le profonde radici storiche della città di Pretoria affondano in un passato dominato dagli Afrikaner, e proprio qui nacque e si sviluppò il meccanismo dell’apartheid: ragioni storiche di questa portata hanno indotto Pretoria a rivoluzionare la propria immagine. Pretoria (denominata Tshwane in lingua sotho ed ePitoli nel dialetto delle township), nata su iniziativa dei Boeri con l’intento di rendersi indipendenti dagli Inglesi e di esercitare la propria supremazia sui neri, divenne la città della supremazia bianca.
Oggi però a Pretoria, in quanto capitale amminis-trativa del Paese, lavora un crescente numero di funzio-nari statali neri: si attua così quel multiculturalismo che per lungo tempo era stato vietato dalla legge.
Benché Pretoria si trovi a soli 50 km da Jo’burg (distanza che si sta riducendo per l’allargarsi delle periferie di entrambe le città), le due città hanno profonde diffe-renze. Pretoria è assoluta-mente boera e la confusione che anima il centro di Jo’burg cede qui il passo ad uno stile di vita riservato dai ritmi meno frenetici.
Le piante di jacaranda, con i loro colori, ravvivano le strade in ottobre e novembre, tuttavia la città mantiene un’atmosfera tradi-zionale, con pochi grattacieli e palazzi moderni. Le università sono molto grandi e migliaia di studenti animano la vivace vita notturna della città. Ci si accorge di essere arrivati a Pretoria quando si vede l’enorme campus della University of South Africa, che si trova sul fianco di una collina a sud-ovest del centro cittadino. Un paio di chilometri più avanti inizia la città vera e propria che si estende da Ovest ad Est sotto una lunga collina, ai piedi della quale sorgono gli Union Buildings. L’asse centrale della città, lungo ben 26 km, è Church Street, che attraversa Church Square, il centro storico e prosegue verso Arcadia, dove ci sono gli alberghi, le Ambasciate e gli Union Buildings. I ristoranti e la vita notturna sono concentrati ad Hatfiels e Brooklyn.

