LA WINE ROUTE
LA WINE ROUTE
LA WINE ROUTE

LA WINE ROUTE

Negli anni ’70 Stellenbosch realizzò una wine route (strada del vino), un’iniziativa allora innovativa che da allora è stata ripresa entusiasticamente in altre 16 zone del Paese. La strada di Stellenbosch è ancora oggi il più lungo di questi itinerari, toccando circa 100 aziende vinicole; prendendo in considerazione anche le vicine zone vinicole di Franschoek, Heidelberg e Paarl, si possono visitare circa 200 aziende situate nel raggio di una giornata di automobile da Cape Town. Molte aziende hanno approfittato della popolarità e del successo di questa industria aprendo ristoranti, strutture ricettive e infrastrutture turistiche di ogni tipo.

Sebbene il fondatore della Colonia del Capo, Jan Van Riebeeck, avesse piantato vigneti e prodotto già vino in precedenza, fu solo nel 1679, con l’arrivo del Governatore Simon van der Stel che iniziò la produzione vinicola vera e propria. Van der Stal creò Groot Constantia, la magnifica tenuta situata sulle pendici della Table Mountain, e trasmise la sua grande esperienza in campo vinicolo ai Burgher che si erano installati nella zona di Stellenbosch. Tra il 1688 ed il 1690 nel Paese arrivarono circa 200 ugonotti, cui furono concesse diverse proprietà terriere, in particolare nella zona di Franschoek (Angolo dei Francesi) e, per quanto solo pochi di essi avessero esperienza nel campo della vinificazione, essi diedero un forte impulso alla neonata industria del vino. Fatta eccezione per quelli di Groot Constantia, la domanda dei vini del Capo rimase piuttosto limitata attraverso il tempo, al punto che i grappoli vendemmiati venivano utilizzati soprattutto per produrre del brandy. L’industria enologica ebbe una improvvisa impennata all’inizio del XIX secolo, in occasione della guerra tra l’Inghilterra e la Francia, quando le importazioni dei vini sudafricani nel Regno Unito aumentarono in maniera molto consistente. Le sanzioni imposte al Sudafrica durante il periodo dell’apartheid ed il potere della KWV (Kooperatieve Winbouvers Vereening), la cooperativa formatasi nel 1918 per stabilire i prezzi minimi, le zone tipiche e i tetti produttivi, scoraggiarono qualsiasi progetto di modernizzazione e ostacolarono lo sviluppo di questa industria. Nel 1922 la situazione si era in gran parte sbloccata, in quanto la KWV, che nel frattempo era stata trasformata in società privata, aveva perso gran parte della sua influenza. Molti nuovi produttori con idee innovative guidano oggi il rilancio vinicolo sudafricano nell’ambito del mercato mondiale. Tra le numerose iniziative prese negli ultimi anni, sono state create nuove zone produttive lontano dalle regioni più calde dell’interno, in particolare nelle fresche regioni costiere situate ad est di Cape Town nei dintorni di Mossel Bay, Walker Bay ed Elgin Worker’s Wines.

A partire dal 1973, le terre vinicole del Sudafrica sono divise in una serie ufficiale di regioni, distretti e sezioni. Il Capo vanta ben cinque regioni vinicole: la regione costiera, il fiume Olifants, il Boberg, la valle del fiume Breede, e il Klein Karoo.

La varietà di vino più comune è lo Chenin Blanc, detto anche steen. Negli ultimi anni sono state piantate su varia scale varietà più conosciute come lo Chardonnay ed il Sauvignon Blanc. Tra i bianchi più diffusi vanno citati il Colombard, il Sémillon, il Crouchen Blanc (noto come Riesling del Capo) e diversi moscati bianchi. I bianchi da tavola, specialmente lo Chardonnay, venivano spesso affinati in botte per lunghi periodi ed erano caratterizzati da un’elevata gradazione alcolica, tuttavia di recente si stanno affermando bianchi più leggeri e più fruttati. I migliori Sauvingon Blanc provengono dai vigneti situati nelle zone fresche e ventilate come Constantia, Elgin ed Hermanus. Varietà di rossi invecchiati dal sapore corposo come lo Shiraz, il Cabernet Sauvignon ed il Pinotage del Capo (un uvaggio ottenuto del Pinot Noir e il Cinsault o lo Shiraz, da cui si ottiene un vino molto schietto) si trovano a competere con i più leggeri Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Shiraz ed il Cabernet Franc, che per sapore e proprietà organolettiche si avvicinano ai vini di Bordeaux.

La zona di Worcester è la regione vinicola più importante del Paese per la produzione di vini liquorosi come il porto, il brandy e lo Hanepoot sudafricano. Questo vino da dessert viene ottenuto da una varietà di uve mediterranee nota come moscato di Alexandria e diventa un liquore forte e dolce destinato per la maggior parte al mercato interno.

 


Banner del Sudafrica
Dove dormire in Sudafrica
SUD AFRICA TOUR
Le tariffe Carreblu
Info sulla Namibia
Il territorio del Sudafrica
La cultura del Sudafrica
La cucina del Sudafrica
La storia del Sudafrica
La flora e la fauna del Sudafrica
Il Kruger
Cape Town
La Wine route
Il Kwa Zulu Natal
Durban
Eastern Cape
Johannesburg
Mpumalanga
Pretoria
Sudafrica
NORTH WEST PROVINCE